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Il giorno 27 febbraio io, Gabriele Vaglica, Sara Zacchia, Sara Warnakulasoriya e la professoressa Tiziana Iachetta siamo andati a fotografare le lapidi presenti nella Stazione Tiburtina e alcune pietre d’inciampo istallate a piazza Bologna e vie limitrofe.

Per prima cosa, ci siamo diretti verso la Stazione Tiburtina perché da lì sono partiti, il 18 ottobre del 1943, i convogli con i quali sono stati deportati gli Ebrei arrestati durante il rastrellamento del 16 ottobre. Il Comune di Roma e la Comunità ebraica hanno apposto, lungo la parete del Binario 1, una serie di lapidi in ricordo dei tragici avvenimenti accaduti nei mesi in cui Roma fu occupata dai nazisti. Noi alunni abbiamo fotografato con emozione le lapidi e letto attentamente il loro contenuto: una di esse ricorda il rastrellamento del 16 ottobre e la successiva partenza dei treni dalla Stazione Tiburtina il 18 ottobre. Altre lapidi ricordano invece i ferrovieri che si sono opposti alla ferocia nazista aprendo i vagoni per far fuggire i prigionieri e sabotando gli impianti e che sono stati uccisi alle Fosse Ardeatine

Dopo aver sostato in stazione, ci siamo diretti in via Eleonora d’Arborea, zona piazza Bologna, per fotografare alcune delle tante pietre di inciampo ivi presenti. In altre uscite, altri alunni, continueranno il nostro percorso…

Mentre stavamo fotografando alcune pietre di inciampo, dei passanti, incuriositi dal nostro lavoro, hanno iniziato a porci delle domande. La professoressa e noi alunni, abbiamo subito approfittato per spiegare il nostro progetto e prendere eventuali contatti con superstiti testimoni del rastrellamento. Purtroppo, non siamo riusciti nel nostro intento, e, almeno, in questa occasione, non abbiamo conosciuto persone che ci abbiano potuto testimoniare quei terribili momenti della storia, ma l’occasione ci è stata utile per comprendere che tutta la comunità è rimasta scossa dall’accaduto e, ancora oggi, ricorda l’avvenimento ed è partecipe al dolore di chi lo ha vissuto in prima persona.

Alessio Iacovone (3C)