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Incontro con Laura Supino ed Enrico Scifoni.

Il giorno 3 Dicembre 2019 la classe 3°C, insieme alla 3°A e alla 3°B, presso il teatro della nostra scuola ‘Achille Tedeschi’, ha avuto l’onore di incontrare l’architetto Laura Supino, una signora ebrea che da bambina è stata vittima delle leggi razziali ed ha dovuto subire, come tutti gli altri ebrei, i soprusi dei nazi-fascisti.  Per fortuna è riuscita a salvarsi ed ha potuto così offrire a noi tutti una preziosa testimonianza per la memoria storica delle persecuzioni razziali.  

Insieme a lei è stato nostro ospite il signor Enrico Scifoni, marito di Chiara Trella i cui genitori sono oggi onorati come Giusti tra le nazioni.  

Laura Supino ha brevemente raccontato la storia degli ebrei d’Italia e di Roma fino al 1938 quando il governo fascista ha emanato le leggi razziali rivolte soprattutto contro le persone di religione ebraica.

All’epoca Laura Supino aveva solo 8 anni ed aveva frequentato la seconda classe elementare nella città di Firenze dove si era trasferita con la sua famiglia per seguire il padre, un colonnello dell’esercito. A scuola era molto brava ed era stata promossa con ottimi voti. Per questo motivo, all’inizio del nuovo anno scolastico, si sarebbe dovuta presentare ad una celebrazione per ritirare il meritato premio. Purtroppo, a seguito delle nuove leggi, i bambini ebrei non potevano più frequentare le scuole pubbliche e, invece del premio, due poliziotti vennero a casa per consegnare ai suoi genitori una lettera in cui  si diceva che la bambina non doveva  presentarsi a scuola. 

Tornata a Roma dovette frequentare, insieme a tutti i bambini della sua stessa religione, la scuola per soli ebrei, al pomeriggio e sotto stretta sorveglianza della polizia fascista come se fosse una piccola e pericolosa criminale. 

Rammenta che all’entrata dei negozi vi erano dei cartelli in cui era scritto che gli ebrei non potevano entrare… 

La situazione era gravissima, ma essendo molto piccola Laura non comprendeva bene cosa stesse succedendo anche se aveva capito che la sua vita e quella dei suoi genitori era cambiata e qualcosa di molto grave stava accadendo: ad esempio il papà aveva perso il lavoro da un giorno all’altro. 

I suoi genitori cercavano di proteggerla non raccontandole tutta la verità per non farla preoccupare, le dicevano però come doveva comportarsi e che non doveva reagire nel caso fosse stata offesa da qualcuno. 

Alcuni conoscenti non le rivolgevano più la parola e i bambini, prima suoi compagni di classe, non sempre erano gentili. Per fortuna gli amici più sinceri sono stati vicini alla sua famiglia in questo tragico periodo di terrore.

 Laura Supino ha poi raccontato la sua esperienza a Roma nel periodo della seconda guerra mondiale. In particolare ci ha riferito come sia sfuggita al rastrellamento del 16 ottobre del 1943, durante il quale vennero deportati più di 1000 ebrei romani, grazie soprattutto all’aiuto della famiglia Trella, i loro vicini di casa, che li hanno ospitati, e che per tale motivo sono stati riconosciuti ‘Giusti tra le Nazioni’. 

Dopo il rastrellamento i nazisti continuarono le loro persecuzioni, cercavano gli ebrei nei vari nascondigli e a chi forniva informazioni su dove si fossero rifugiati davano addirittura un premio: uno per ogni ebreo che veniva arrestato.

 

Dopo un breve periodo in casa dei Trella, Laura e sua sorella si rifugiarono in un istituto religioso per sole ragazze a Piazza Pitagora, il fratello in un altro istituto religioso solo maschile e i genitori in un altro ancora.  

Appena arrivate nel convento le suore insegnarono loro le preghiere cristiane per farle partecipare alle funzioni religiose in modo che nessuno potesse sospettare che fossero ebree. Festeggiarono anche le festività cristiane. Ha raccontato poi vari episodi legati alla vita di quei mesi. 

Successivamente il signor Scifoni ha parlato della famiglia Trella mostrando foto di Amalia e Serafino con i loro figli all’epoca dei fatti e mostrando il documento e la medaglia con cui sono stati insigniti del titolo di Giusti tra le nazioni. 

L’incontro è stato molto interessante ed educativo perché un evento del genere, raccontato da persone che l’hanno vissuto in prima persona, è più facilmente comprensibile. Grazie alla loro testimonianza siamo riusciti a percepire il terrore che gli ebrei hanno vissuto in quel periodo, a riflettere anche sulle ingiustizie da loro subite e sui crudeli crimini commessi dai nazi-fascisti.  

Il racconto del signor Scifoni ci ha invece permesso di riflettere sul fatto che sempre è possibile un’azione libera, che anche in situazioni difficili è sempre possibile trovare uno spazio di libertà.

    Testo a cura di Riccardo Palma (3C).